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Immunità per l'intero mandato : questa è la proposta con la quale Angelino Alfano, Ministro della Giustizia del governo Berlusconi, vuole mettere al riparo da ogni procedimento penale le più alte cariche dello stato. Per la precisione, il presidente dello Stato, del Consiglio, della Camera e del Senato.
Una richiesta che sembrerebbe inaccettabile in altri paesi europei, ma che appare normalissima in un paese come l'Italia, dove potere e legalità sono ormai nemici mortali. Tornato al potere con le elezioni del 13 e 14 aprile scorso, Silvio Berlusconi ha ripreso la lotta contro la magistratura che aveva caratterizzato il suo governo precedente (2001-2006).
Venticinque anni di processi
Le ragioni del contrasto che oppone l'imprenditore prestato alla politica a una parte consistente della magistratura sono da ricercarsi nella grande quantità di procedimenti penali a carico del primo. Dal 1983 a oggi Berlusconi è stato processato per i reati più diversi : dalla corruzione al falso in bilancio, dalla frode alla connivenza con la mafia. Finora, però, si è sempre salvato per la decorrenza dei termini o perché i reati che gli venivano imputati erano caduti in prescrizione.
La nuova proposta di legge è l'esito coerente della lunga lotta che Silvio Berlusconi conduce da anni contro la magistratura, che il premier accusa di essere "politicizzata" e di avere una particolare avversione per lui.
I processi a carico di Berlusconi si sono intrecciati con quelli a carico dei suoi collaboratori più stretti, come Marcello dell'Utri e Cesare Previti, entrambi membri di Forza Italia (il partito fondato da Berlusconi).
Il primo siede in Parlamento come senatore, nonostante sia stato condannato nel 2004 per concorso esterno in associazione mafiosa. Previti, già consulente legale di Berlusconi, è stato condannato a sei anni nel 2006 per corruzione.
Da molti anni il giornalista torinese Marco Travaglio sta raccogliendo un'imponente documentazione che dimostra in modo incontestabile le complesse trame sulle quali Berlusconi ha costruito il proprio impero economico. Su queste Travaglio ha pubblicato numerosi libri, fra i quali L'odore dei soldi. Origini e misteri delle fortune di Silvio Berlusconi (Editori Riuniti, Roma 2001) e Lo chiamavano impunità (Editori Riuniti, Roma 2003), entrambi scritti insieme a Peter Gomez.
Un coro di voci contrarie
L'opposizione progressista, raccolta attorno al Partito Democratico (PD) di Walter Veltroni, ha lanciato una battaglia parlamentare durissima contro questa proposta di legge. Inoltre ha annunciato l'intenzione di lanciare una petizione contro il governo : l'obiettivo è quello di raccogliere cinque milioni di firme.
Altrettanto dura è stata la reazione dei magistrati, che avrebbero dichiarato lo sciopero se Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, non fosse intervenuto per calmare le acque. Ma la situazione rimane molto tesa.
Molti contestano la legge proposta dal Ministro Alfano affermando che il primo beneficiario sarebbe proprio Berlusconi. Ovviamente Alfano nega : "Le alte cariche dello Stato devono poter svolgere serenamente il loro lavoro. Il premier non ha l'obbligo giuridico di dimettersi in caso di condanna, ha ribadito la propria innocenza più volte, ha da cittadino utilizzato la norma del codice che prevede la ricusabilità del giudice".
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